Insufficienza epatica acuta in terapia intensiva

2011 
L’insufficienza epatica acuta (ALF, Acute Liver Failure) e una sindrome rara, caratterizzata da danno epatico acuto e improvviso che riconosce cause numerose, differenti e non sempre identificabili [1–13]. Alla grave compromissione della funzione parenchimale seguono, a variabile distanza temporale, encefalopatia epatica, grave alterazione del profilo emostatico e, in molti casi, insufficienza multipla d’organo. Negli anni’ 70 era stato introdotto il termine di epatite fulminante (FHF, Fulminant Hepatic Failure) per descrivere un danno epatico grave in assenza di preesistenti patologie epatiche note, a cui seguiva — entro 8 settimane — l’encefalopatia. La sindrome veniva descritta come “potenzialmente reversibile” [1, 2, 12]. La definizione proposta da O’Grady nel 1993, e ancora oggi utilizzata, riconosce come fondamentale dal punto di vista prognostico lo sviluppo di encefalopatia e i diversi gradi dell’alterazione dello stato di coscienza [2, 12]. Elevazione delle transaminasi, iperbilirubinemia, encefalopatia e coagulopatia grave costituiscono le caratteristiche principali di una ALF [1–7, 10]. Sebbene siano molte le definizioni proposte, i punti in comune delle varie definizioni sono la presenza di encefalopatia durante il corso della ALF, l’assenza di patologia epatica precedente e l’elevata mortalita spontanea (> 85%). La modalita di presentazione e varia; puo associarsi a differenti eziologie, cui corrispondono outcome anche molto diversi. L’ALF si osserva in un periodo compreso tra 7 giorni e 26 settimane da un insulto epatico acuto ed e caratterizzata da un progressivo aumento della bilirubinemia [1–7].
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